Asilo nido, l’inserimento dei bambini a scuola è spesso un problema

0
175
asilo nido

Non è un caso isolato: quasi tutti i genitori hanno potuto sperimentare quanto possa essere complicato l’inserimento dall’asilo nido alla scuola materna. Piuttosto di frequente si è portati a pensare come tale periodo di graduale inserimento debba per forza di cose essere piuttosto lungo. È veramente così?

Asilo nido e l’inserimento dei bambini

Prima di tutto bisogna sottolineare come i bambini non siano tutti uguali. La scuola, per diversi pargoli, rappresenta un ambiente quasi familiare, visto che spesso e volentieri provengono da due o tre anni di asilo nido. Quindi, programma un inserimento molto lungo non è altro che un tentativo di immaginare ancora enormemente fragili i piccoli, quando in realtà il distacco dalla madre l’hanno già affrontato e superato.

Ansia e stress

Secondo tanti genitori, l’inserimento estremamente lento è la soluzione migliore per il minore impatto emotivo sul bambino. In realtà, se tutti e due i genitori lavorano, questo tipo di inserimento significherà solo ed esclusivamente ansia e stress. Accompagnare a scuola il bambino, infatti, diventerà forte motivo di ansia e si andrà spesso alla ricerca di parenti che possano dare una mano.

Il dispiacere dei genitori

Come se non bastasse, tanti genitori dovranno mettere in conto anche il dispiacere di non esserci tutti i giorni per i propri figli. Di non essere materialmente presenti in ogni secondo e minuto delle loro giornate. Ebbene, tutto questo dispiacere potrebbe anche essere quasi agevolmente “beffato”.

Una settimana di adattamento

Ad esempio, proviamo a pensare di organizzare la giornata scolastica del bambino con una sola settimana di adattamento. Il bambino avrà sette giorni per non subire il trauma dall’iniziare subito con il rimanere a scuola ad orario pieno.

Rimanere nell’ambiente scolastico

Spesso e volentieri capita, infatti, che un bambino piccolo che dopo un’ora sta giocando, non ne vuole proprio sapere di andarsene. Anzi, comincia al contrario a protestare, anche in modo veemente, perché ha intenzione di rimanere tra le mura scolastiche fino al momento in cui ci rimane il fratello maggiore, ad esempio. Chiaramente, senza di lui non vuole uscire.

Vedere la scuola come un divertimento

Se la scuola viene vista come un divertimento e un piacere, allora cambia tutto. In base alla prospettiva, infatti, si modifica anche l’atteggiamento con cui il bambino si rapporta con la scuola. Arrivando perfino a marcagli, ad esempio, quando le maestre prevedono qualche giorno di riposo dopo una prova di inserimento. Tutto questo significa che, tante volte, un punto di incontro tra scuola e genitori può diventare un buon viatico anche per una migliore gestione, senza troppo stress, dei figli.

Commenti

commenti