Bambini a piedi scalzi, perché è meglio farli camminare così!

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Bambini a piedi scalzi

Sono tanti i genitori che proprio non capiscono il motivo per cui potrebbe essere una buona cosa far camminare a piedi nudi i propri figli in più frequenti occasioni. Eppure, una ricerca che arriva direttamente dall’Istituto di Scienze dello Sport, presso l’Università di Jena, ha messo in evidenza come si tratti di una pratica davvero molto utile.

Secondo lo studio, tutte quelle attività fisiche che vengono svolte senza indossare le scarpe, possono tornare decisamente utili per favorire lo sviluppo di specifiche abilità. Ad esempio, a giovarne, sono sia l’equilibrio che la capacità di saltare, soprattutto in un’età che va da sei fino a dieci anni.

Bambini a piedi scalzi, ecco una nuova ricerca tedesca

Non è finita qui, dal momento che camminare sia sui terreni all’aperto sull’erba che su quelli in terra piuttosto che in sabbia diventa veramente importante per favorire la crescita corretta dei bambini. Nello specifico, favorisce lo sviluppo del piede, dal momento che va a svolgere un’azione di potenziamento sui muscoli della gamba.

Inizialmente, però, l’obiettivo della ricerca era un altro, dal momento che il gruppo di ricercatori voleva capire che tipo di legame ci fosse tra l’impiego delle scarpe oppure farne a meno, con la crescita delle abilità motorie nel corso di due fasi molto importanti, ovvero come l’adolescenza e l’infanzia. E i risultati sono stati davvero interessanti.

La ricerca ha coinvolto un gruppo di bambini e adolescenti di età compresa tra 6 e 18 anni, residenti in Sudafricani, dove hanno l’abitudine a muoversi sempre senza scarpe, e in Germania, dove chiaramente prima di uscire di casa si mettono sempre le scarpe.

Ebbene, i vari ragazzi che hanno preso parte al test hanno dovuto svolgere dei test di equilibrio, così come di salto in lungo e di corsa su una distanza pari a 20 metri: prima scalzi e poi con le scarpe. Successivamente i risultati sono stati oggetto di un’accurata analisi e poi differenziati in base a tre gruppi di età, ovvero 6-10 anni, 11-14 anni e 15-18 anni.

Ecco cosa dicono i risultati

Secondo quanto è emerso dai risultati, i bambini abituati a camminare a piedi nudi, nel gruppo tra i 6 e i 10 anni, hanno riscontrato punteggio più alti nei test legati al salto in lungo e nell’equilibrio, mentre i bambini con le scarpe hanno sprintato più velocemente sui 20 metri. Anche tra i 15 e i 18 anni i bambini hanno messo in mostra una capacità di salto in alto maggiore, ma una lentezza nello sprint rispetto a chi portava le scarpe.

È chiaro, quindi, che le scarpe sono molto importanti per favorire lo sviluppo delle varie abilità motore, nel corso dell’infanzia, ma anche dell’adolescenza. Tutte le attività fisiche svolte a piedi nudi, però, possono essere utili anche per favorire capacità di salto e di equilibrio, in special modo tra i 6 e i 10 anni.

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