Cestino della rabbia, scopriamo insieme come funziona

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gestione rabbia bambini

Nei bambini è fondamentale riconoscere la rabbia e, in tal senso, i genitori possono dar loro una mano. Una delle emozioni che i bambini vivono fin da piccoli è sicuramente la rabbia. I motivi sono piuttosto facili da intuire, dal momento che la loro quotidianità è piuttosto di frequente attraversata da un gran numero di frustrazioni, visto che spesso e volentieri non possono fare tutto ciò che vorrebbero, per via dei divieti imposti dai genitori.

La rabbia, inoltre, è uno di quei sentimenti che sono in grado assolutamente di far paura ai più piccoli, ma c’è da ribadire un concetto molto importante, ovvero che la rabbia può anche essere sana. Insomma, può essere quel sentimento che permette di comprendere come ci sia qualcosa che ci ponga a disagio e va ad attivare dei comportamenti che permettono di evitare situazioni di questo tipo.

Per far capire ai bambini come gestire la rabbia, è molto importante seguire due passaggi in modo particolare. Il primo è quello di riconoscere la rabbia mostrandola ai bambini, facendo loro capire che abbiamo compreso appieno lo stato in cui si trovano. Successivamente, è bene fare in modo che la possano tirare fuori, ma al contempo in modo contenuto.

Provate a costruire insieme a loro una sorta di contenitore o di cestino, in cui i bambini hanno la possibilità di esprimere tutta la loro rabbia o frustrazione verso una determinata situazione.

È fondamentale che il contenitore, che si può sfruttare fin dal momento in cui i bambini hanno due anni, venga costruito insieme, magari usando dei materiali di riciclo. Insomma, il bambino deve avere l’opportunità di personalizzarlo come meglio crede.

Successivamente, il genitore dovrà lasciare libero il bambino di scegliere la maniera con cui esprimere le proprie emozioni. Può urlare, ad esempio, all’interno del cestino, così come può strappare dei fogli e poi buttarli nel cestino o, ancora, inserirci altri oggetti.

Dopo aver messo la rabbia all’interno del cestino, ecco che lo si deve richiudere e lasciare nel posto prestabilito. Una volta che è trascorso un po’ di tempo lo si può riaprire insieme e far osservare al bambino. Insieme, poi, genitore e figlio devono far volare via la rabbia, in modo che si dissipi. In questo modo, si rende materiale un processo che, in effetti, avviene all’interno del proprio corpo e diventa molto più comprensibile anche per il bambino stesso, che imparare a fare proprio tale meccanismo e a usarlo nei vari momenti in cui gli serve.

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