Compiti a casa: ecco il ruolo importante dei genitori

0
414
compiti a casa

A volte i genitori non sono particolarmente consci dell’importanza dei compiti a casa. Preferiscono apporre una giustificazione per non avere portato a termine i compiti per ragioni di carattere familiare. Dal punto di vista didattico, infatti, i compiti a casa sono una fondamentale appendice della proposta formativa che caratterizza l’ambito scolastico. Così importante al punto tale che ne rappresenta circa il 50% dell’attività della vita scolastica.

Compiti a casa: ecco perché sono importanti

L’insegnamento, infatti, non presenta alcuna conseguenza positiva se non è supportato dallo svolgimento dei compiti a casa da parte dei bambini. Questi ultimi, tramite i compiti, rielaborano quanto imparato a scuola, utilizzando capacità mnemoniche e logiche. Nella maggior parte dei casi fino ai nove anni non c’è la realtà esigenza di stabilire dei compiti a casa. Infatti, il lavoro scolastico fino a questa età viene svolto del tutto all’interno delle mura scolastiche.

Dai nove anni in avanti i compiti a casa diventano importanti per i bambini

In seguito al nono anno, nel momento in cui il bambino comincia a capire la propria individualità, si può iniziare ad assegnare una certa importanza nel compito a casa. Questi ultimi di solito si ricollegano a quanto è stato elaborato in classe. Devono essere chiaramente proposti in maniera tale ogni bambino abbia la possibilità e le capacità per svolgerli. È nel lavoro individuale, quindi, che il bambino può comprendere quanto è riuscito ad assimilare in classe.

Cosa fare quando i bambini richiedono l’aiuto dei genitori

E in questi casi, diventa davvero fondamentale il ruolo che viene svolto dai genitori per organizzare i compiti che devono essere fatti a casa. I bambini, infatti, non possono sempre avere mille scuse per non aver terminato quanto richiesto a scuola dai docenti. Nel caso in cui sia direttamente il bambino a richiedere l’aiuto da parte dei genitori, emerge un altro aspetto. Quando i bambini, infatti, non hanno le capacità per svolgere quanto richiesto dall’insegnante possono chiedere consiglio ai genitori.

Capire il motivo dell’incapacità del bambino

I genitori, in questi casi, devono capire prima di tutto il motivo per cui i bambini richiedono aiuto. Si tratta di un’incapacità reale o solamente apparente? Nel caso in cui la richiesta avvenga in modo occasionale, allora non c’è da preoccuparsi. Quando invece la richiesta in tal senso è abituale, bisogna comprendere come porre un freno a tale situazione. Nonostante tutto, nel momento in cui il bambino chiede un aiuto è necessario darglielo.

Trovare soluzioni alternative, ma mai sostituirsi ai bambini

Il primo passo è quello di suggerire situazioni alternative. Come ad esempioconfrontarsi con i compagni oppure rivedere il lavoro fatto a scuola o alcuni esercizi simili. Le richieste di aiuto possono anche proseguire. In questo caso caso si può inizialmente trasmettere lo stimolo al bambino per svolgere il compito. Lasciate che sia sempre il bambino ad eseguire il lavoro. Infatti, i genitori non devono mai prendere il posto né della scuola e né del figlio stesso.

Commenti

commenti