Coronavirus e bambini, ecco i rischi legati ai geloni

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Nel corso degli ultimi tempi, purtroppo, il Covid-19 sta producendo un gran numero di vittime e sta mettendo in ansia un numero sempre più alto di famiglie italiana. Numerosi studi si stanno concentrando sulle conseguenze Coronavirus e bambini, visto che negli ultimi trenta giorni si è registrato un incremento decisamente strano di casi di geloni, nello specifico tra soggetti adolescenti e preadolescenti.

Sia in Italia che un po’ in tutto il mondo, nel corso delle ultime settimane sono aumentati i casi di geloni tra le fasce di cui abbiamo parlato in precedenza. Ebbene, anche resta da chiarire quale possa essere l’associazione con il Covid-19. Una frequenza che è aumentata in maniera esponenziale, con i geloni che si sono formati non solo sulle dita delle mani, ma anche su quelle dei piedi, sia di bambini che di ragazzi.

È chiaro che il pensiero corre immediatamente ad una possibile causa legata al Coronavirus. Le prime segnalazioni sono arrivate verso fine marzo, un po’ da tutta la penisola italiana. Sia i pediatri che i dermatologi hanno riscontrato un incremento nella frequenza di casi in giovani adulti, piuttosto che in adolescenti e preadolescenti, in modo particolare nella fascia d’età che va da 10 a 18 anni. Discorso diverso, invece, per i bambini più piccoli, che non sembrano essere stati colpiti più di tanto da questo fenomeno.

I geloni non sono altro che delle lesioni che si manifestano direttamente sulla cute e vengono chiamati perniomi dal punto di vista medico. Possono andare a colpire in maniera indifferente sia i piedi che le mani, ma spesso e volentieri sono un problema che riguarda questi ultimi e si manifestano in modo indifferente sia in un piede che sull’altro.

Non si tratta di lesioni che, però, intervengono in modo piuttosto frequente e, di conseguenza, pare davvero strano che si siano concentrate in un periodo in cui non è così facile che si manifestino. Infatti, i geloni si formano molto più facilmente con un clima freddo e umido, non di sicuro nelle varie giornate già calde che caratterizzano la stagione primaverile.

Diventa quasi spontaneo provare a pensare come ci possa essere un legame tra la formazione dei geloni un po’ strana di questo periodo e il contagio da Covid-19, per due ragioni. Da una parte tanti bambini interessati da questo fenomeno hanno avuto sintomi come febbre e raffreddore due settimane prima. In altri casi, invece, tali sintomi mancavano, ma erano stati a stretto contatto con familiari colpiti da Coronavirus o comunque, con lavoratori a rischio.

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