Disturbi alimentari bambini, ecco come si possono prevenire e affrontare

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Disturbi alimentari bambini

Le recenti indagini, purtroppo, hanno messo in evidenza come i disturbi alimentari bambini sono molto più diffusi di quello che si potrebbe pensare. Anzi, sembra proprio che ormai insorgano con una certa facilità anche nei bambini che hanno meno di 12 anni. Piuttosto di frequente, sono il risultato di un notevole disagio da parte dei bambini stessi.

Disturbi alimentari bambini, insorgono sempre prima

Fino a qualche anno, tra l’altro, i disturbi alimentari bambini, in modo particolare bulimia e anoressia, venivano immediatamente correlati all’adolescenza o all’età della giovinezza. E, inoltre, venivano ritenuti una problematica legata soprattutto al sesso femminile.

Sempre più frequenti a meno di 12 anni

Ebbene, nel corso degli ultimi anni, la situazione è cambiata, al punto tale che i disturbi alimentari bambini cominciano ad essere una preoccupante consuetudine anche tra quelli che hanno meno di 12 anni. Pare che, sul territorio italiano, qualcosa come il 10% dei bambini che ha meno di 12 anni è stato colpito da un disturbo di questo tipo.

Giornata del Fiocchetto Lilla il 15 maggio

Tra l’altro, il prossimo 15 maggio sarà proprio la Giornata del Fiocchetto Lilla, ovvero quella in cui si cerca di sensibilizzare l’opinione pubblica proprio sull’argomento. Un’iniziativa che è stata messa in piedi soprattutto grazie al grande lavoro che è stato svolto da Stefano Tavilla, fondatore dell’associazione “Mi nutro di vita”.

Oltre 300 mila bambini ne soffrono

Al giorno d’oggi, i bambini colpiti da queste patologie sono oltre 300 mila: spesso sono femmine, ma ciò non vuol dire che i maschi non ne soffrano. Alcuni bambini hanno a che fare pure con delle forme più gravi. Il disturbo alimentare maggiormente diffuso tra i bambini è senz’altro il comportamento selettivo. In poche parole, i bambini finiscono per mangiare esclusivamente delle tipologie di cibo, evitando tutte le altre.

Comportamento selettivo

Si tratta di una decisione, quella alla base del comportamento selettivo, che si verifica secondo una certa casualità. Spesso, l’elemento discriminante è il colore oppure la consistenza. Il compito dei genitori, tra l’altro, dovrebbe essere anche quello di spingere i piccoli a sperimentare dei cibi con il passare del tempo, soprattutto dai quattro anni in su, provando a riproporre quei cibi che per cui i bambini non vanno matti.

Disturbo di alimentazione selettiva

Chi ha un disturbo di alimentazione selettiva, invece, elimina in maniera ancora più evidente e allarmante delle categorie di cibo. Con il passare del tempo, quindi, tale comportamento può portare a dei problemi nello sviluppo del bambino e a delle carenze in ambito nutrizionale, spesso e volentieri collegate ad un’insufficienza di vitamine.

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