Gridare ai figli: ecco cosa si impara quando si smette di farlo

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genitori e tempo

Ci sono tantissimi genitori che hanno la pessima abitudine di gridare ai figli praticamente per tutto l’arco della giornata. Immaginate quando sono al parco: urla e urla per fare in modo che non si allontanino. Oppure quando sono a casa, prima di andare a mangiare: grida a non finire per poter richiamare la loro attenzione e farli mettere a tavola.

Gridare ai figli, perché è meglio smettere

È chiaro che mantenere un atteggiamento zen sempre e comunque verso i bambini è impossibile. In alcuni casi, perdere la pazienza è davvero inevitabile. Eppure, le reazioni immediate dei genitori sono rappresentate nella maggior parte dei casi dalle urla. C’è una mamma che ha deciso di interrompere questa abitudine e cambiare modo di approcciarsi.

I vantaggi di cambiare abitudini

La storia ha fatto capolino pure su l’Huffington Post. La mamma in questione ha voluto spiegare proprio come abbia ricavato un vantaggio reale nello smettere di gridare ai figli. E provare a conservare un minimo di calma anche in tutti i casi in cui il caos e la confusione la stavano facendo da padroni. Di conseguenza, ha rilasciato una serie di consigli che possono tornare utili a tanti genitori che si trovano in questa situazione.

I bambini il primo pubblico dei genitori

Il primo vantaggio di smettere di urlare verso i figli è quello di riprendere un percorso sereno di crescita per quanto riguarda la famiglia nel suo complesso. Al tempo stesso, si può paragonare i genitori a degli attori. Provate ad immaginare i bambini come il pubblico: ebbene, spesso i genitori non gridano quando sono fuori da casa solamente perché preoccupati dal possibile giudizio delle altre persone. Bisognerebbe cominciare ad avere il medesimo atteggiamento anche all’interno delle mura domestiche.

Anche i bambini hanno belle e brutte giornate

Esattamente come gli adulti, non bisogna dimenticarsi che pure i bambini passano delle belle e delle cattive giornate. Alcune volte possono essere più propensi ad ascoltare e a fare i bravi, mentre altre volte sono l’esatto opposto. In questi casi è troppo importante ricordarsi come siano semplicemente dei bambini e che stanno attraverso un percorso di apprendimento, lungo e tortuoso, esattamente come è capitato per noi a suo tempo.

Controllare le reazioni

Alcune volte, i genitori non hanno ovviamente la capacità di gestire le azioni dei propri figli. Quello che possono fare, però, è un lavoro su loro stessi. Le proprie reazioni, infatti, possono essere sempre controllate. In determinate situazioni, quindi, è meglio fare un bel respiro, allontanarsi per qualche attimo dal caos più totale e riprendere la lucidità mentale necessaria per evitare di urlare e lasciarsi prendere dalla rabbia.

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