Promozione figli a scuola, cosa succede se i genitori la rifiutano?

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promozione figli a scuola

Nel momento in cui i genitori non sono d’accordo con la promozione figli a scuola, ecco che devono necessariamente presentare un ricorso al Tar. In questo modo, hanno lo strumento per contestare si una bocciatura a scuola che la non ammissione agli esami di maturità. Eppure, in qualche caso, si può verificare anche una richiesta al contrario.

Promozione figli a scuola, ecco cosa è successo

Infatti, il Tar ha da poco respinto la richiesta di due genitori che non erano assolutamente d’accordo con la promozione della figlia a scuola. E la loro intenzione era quella di fare in modo che ripetesse l’anno scolastico, ovvero la prima elementare. Adesso, la bimba promossa sta affrontando il secondo anno alle elementari.

Un caso più unico che raro

Ebbene, si tratta di un caso privo di grandi precedenti. Il ricorso al Tar in queste situazioni, d’altronde, veniva sfruttato da chi non era d’accordo con una bocciatura o con il mancato passaggio agli esami di maturità. Fino ad ora, nessuno aveva fatto ricorso con la promozione figli a scuola. Cosa che invece è accaduta poche settimane fa nelle marche.

La seconda elementare

I due genitori di una bambina che frequenta, adesso, la seconda elementare, hanno fatto richiesta al Tar per l’annullamento della promozione della figlia. Contestavano il passaggio dalla prima alla seconda elementare e volevano che la figlia ripetesse l’anno scolastico. Il motivo? La figlia sta seguendo un apprendimento particolare con delle terapiste private oltre l’orario di lezione e ha a che fare con un deficit di attenzione.

Le difficoltà della bambina

La bambina, quindi, aveva notevole difficoltà a rimanere in scia dei compagni nell’apprendimento a scuola. E l’istituto scolastico, in base a quanto evidenziato dai genitori, non è riuscito a garantirle in tempo utile un programma didattico adatto alle sue attuali condizioni psicologiche. Di qui la richiesta al Tar contro la promozione.

La sentenza del Tar

Ebbene, la sentenza del Tar è arrivata. I giudici hanno respinto la richiesta dei genitori, confermando il passaggio al secondo anno della figlia. Il motivo? La bocciatura non avrebbe di fatto portato a quel recupero del programma voluto dai genitori, specialmente con il deficit di attenzione che sta cercando di curare la bimba.

Il problema è ritornato più forte di prima

E allontanarla dalla scuola avrebbe comportato il pericolo che anche quelle poche nozioni imparato si potessero disperdere. D’altronde, però, tale vicenda ha riproposto il problema del funzionamento del sistema di promozione figli a scuola e delle bocciature. Insomma, è già da diversi anni che si va verso una sostanziale abolizione delle bocciature o, comunque, uno strumento da usare solo in casi estremi, in cui serve unanimità e motivazioni specifiche.

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