Pubertà, ecco perché arriva prima in confronto a 40 anni fa

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Crescita dei figli

Stando ad uno studio che è stato recentemente portato a termine in Danimarca, pare che la pubertà delle ragazze comincerebbe addirittura dodici mesi prima in confronto a quanto avveniva circa 40 anni fa. Sembra che le cause siano da ricondurre ad un aumento troppo elevato di peso e, probabilmente, anche dall’assunzione di sostanze chimiche nocive contenute negli alimenti piuttosto che nell’aria che si respira.

Il gruppo di ricercatori che sta lavorando a questa particolare indagine, fa parte dell’Università di Copenaghen. Lo studio ha già trovato spazio sulla ben nota rivista Jama Pediatrics e i risultati sono ben più che interessanti. L’obiettivo di tali ricerche, in fondo, era quello di provare a comprendere se l’età in cui si manifesta la pubertà avesse subito dei cambiamenti nel corso degli ultimi quattro decenni.

Quindi, si è provveduto con una revisione sistematica di ben 38 ricerche che sono state svolte in passato. Non solo, visto che parallelamente è stata organizzata un’importante meta-analisi, con cui i ricercatori sono stati in grado di individuare l’età in cui si manifestava l’esordio puberale e, di conseguenza, del menarca, che è stato oggetto di adeguate stime in conseguenza dell’esame fisico oppure clinico del seno.

L’inizio della pubertà coincide con i primi sbalzi che intervengono a livello ormonale: sono proprio questi ultimi a provocare i cambiamenti più evidenti a livello corporeo nei giovani. Per quanto riguarda l’età in cui tale situazione si verifica, cambia rispetto ai maschi e alle femmine. Con i primi, di solito, emerge tra i 10 e i 14 anni, mentre per le seconde avviene spesso tra 11 e 12 anni di età.

Secondo l’analisti scientifica che è stata effettuata da parte degli studiosi danesi, pare che l’età del telarca, ovvero quella in cui si verifica lo sviluppo delle ghiandole mammarie, sia scesa di circa 0,24 anni, circa tre mesi quindi, per ciascun decennio a partire dal 1977 fino ad arrivare al 2013. Se, in via del tutto ipoteca, proviamo a considerare anche il 2020, ecco che si arriva a un calo di circa un anno rispetto al 1977.

Si tratta di un aspetto molto importante, dal momento che va a incidere su numerosi fattori, basti pensare come possa modificare l’attuale processo diagnostico. La comunità medica, in tal senso, ha la necessità di poter contare e di avere a disposizione dei dati e delle informazioni che devono essere il più attuali possibile, in modo particolare per giungere ad una nuova definizione di pubertà precoce.

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