Realtà virtuale: nei bambini riesce a diminuire l’ansia prima dei prelievi

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Realtà virtuale ansia

In base a quanto è stato messo in evidenza da un recentissimo studio effettuato in Australia, pare che l’impiego della realtà virtuale andrebbe a svolgere un’azione estremamente benefica su tutti quei bambini che sono spaventati per via delle iniezioni, oppure delle cannulazioni intravenose e anche dai prelievi di sangue.

Realtà virtuale, ecco l’ultima interessante ricerca

Insomma, la realtà virtuale potrebbe avere un ruolo molto più importante di quello che si potrebbe pensare nella salute dei più piccoli. L’ultimo studio che ne parla è stato pubblicato sulla ben nota rivista “The Journal of Pediatrics” ed è stato portato a termine grazie al grande lavoro di due ospedali pediatrici che hanno collaborato, entrambi di Melbourne.

I visori 3D da indossare durante i prelievi

Le due strutture ospedaliere hanno effettuato diversi test circa l’impiego della tecnologia su più di 250 bambini, di età che va da 4 a 11 anni. I medici, infatti, hanno portato i bambini ad indossare dei visori 3D di ridotte dimensioni, che andavano a riprodurre atmosfere rilassanti, come onde del mare e pesciolini che nuotavano allegri.

Quindi, sembra proprio che il ben noto visore per la realtà virtuale si potrebbe utilmente sfruttare anche per permettere ai bambini di affrontare in maniera decisamente paurosa le iniezioni ed esami simili. Il dispositivo RV non è altro che una sorta di maschera che svolge la funzione di isolare dalla realtà colui che la indossa, visto che consente di raggiungere un’immersione praticamente a 360° su un determinato video.

Ebbene, proprio questo visore è stato sperimentato direttamente su un gruppo di pazienti che soffre di fibrosi cistica: si tratta di bambini e adolescenti che hanno un’età compresa tra 6 e 16 anni. L’obiettivo era quello di comprendere quanto si potesse riuscire a far diventare molto meno traumatico il prelievo di sangue tramite iniezione venosa.

Il raffronto tra chi indossava il visore e chi no

Di conseguenza, il gruppo di ricercatori non ha fatto altro che prendere in considerazione dei punteggi specifici legati a delle precise scale di misurazione. I valori si riferiscono allo stress comportamentale, ma anche al dolore e all’ansia che sono stati avvertiti. Il confronto tra chi indossava il visore RV e chi, al contrario, ha affrontato le analisi senza, ha fatto emergere come i primi abbiano riscontrato un gran beneficio.

Questo tipo di dispositivo può rappresentare uno strumento molto utile anche per dare supporto a tutti quei pazienti che soffrono di fibrosi cistica che, per colpa della patologia, devono affrontare spesso esami invasivi.

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