Rugby per bambini, ecco perché potrebbe sostituire il calcio!

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rugby per bambini

Al giorno d’oggi, ma le cose non cambiano anche in riferimento a qualche decennio fa, la maggior parte dei bambini, nel momento in cui deve scegliere uno sport da praticare in contemporanea con l’attività scolastica opta per il calcio. È un dato di fatto, lo dicono le statistiche, ma tutto ciò non vuol dire che non esistano delle alternative, come il rugby per bambini.

Rugby per bambini, perché fa bene?

Nel corso degli ultimi anni, il rugby ha avuto non solo un’evoluzione, ma soprattutto una diffusione davvero importante in Italia, comprendendo anche i più piccoli. Una delle principali caratteristiche che hanno reso possibile tutto questo è senz’altro il fatto di portare in alto uno spirito di carattere educativo che viene tramandato di generazione in generazione e che si affianca alle regole della disciplina sportiva vera e propria.

I valori del rugby

Tra quei valori che il rugby incarna molto bene troviamo il fatto di rispettare l’arbitro, ma anche evitare che altri possano rimanere indietro, una voglia innata di giocare solamente per il divertimento. Inoltre, cambia anche l’approccio nei confronti degli avversari, che non devono essere mai derisi, ma sempre rispettati.

Pedagogia della palla ovale

Ebbene, Nicola De Cilia, nella sua ultima opera “Pedagogia della palla ovale”, trasmette proprio alcuni motivi per cui il rugby per bambini potrebbe diventare proprio un’ottima alternativa nei confronti delle scuole calcio. Al tempo stesso, l’autore cerca di approfondire la questione relativa alle condizioni del minirugby in Italia.

Un’interessante inchiesta

Tra i vari punti dell’inchiesta che è stata portata avanti da De Cilia troviamo il fatto che il rugby riesce ad essere così tanto affascinante per via dell’idea di fare gruppo che lo caratterizza. Infatti, il gioco si sviluppa con 13 giocatori e tra 3 e 6 giocatori che vanno in panchina. Inoltre, tutti prendono parte alla partita e non c’è il rischio di rimanere a fare le ragnatele in panchina senza divertirsi.

Il rispetto

Uno dei principali aspetti che piacciono tantissimi ai genitori che hanno iscritto i propri figli alle scuole di rugby è certamente il fatto che viene insegnato il rispetto. Si parte ovviamente dal rispetto che i giocatori devono nutrire nei confronti dell’arbitro, per poi passare al rispetto che serve nei confronti dei compagni di squadra, ma anche ovviamente degli avversari, sia sul campo che fuori.

Utile per la crescita motoria

Il rugby per bambini è particolarmente utile e positivo anche per il fatto di favorire la crescita motoria dei più piccoli. Ad esempio, è bene sottolineare come, fino all’età di 12 anni, durante la fase denominata “propaganda”, non ci sono porte, ma non esistono nemmeno le mischie e le rimesse laterali, così come vengono evitati i colpi.

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