Tristezza, è giusto che i bambini la sperimentino o no?

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Tanti genitori si chiedano se sia giusto che i bambini provino cos’è la tristezza. Ebbene, la risposta è positiva e arriva direttamente da un articolo che è stato pubblicato sulla rivista canadese cbc.ca. A parlarne è stata la nota giornalista Natalie Romero, che ha messo in evidenza quanto sia fondamentale che i bambini possano vivere senza problemi anche i momenti più difficili.

Insomma, non devono assolutamente essere protetti da una bolla che li porti a pensare che la tristezza nella vita non esista. Anche i più piccoli, quindi, hanno la necessità di sperimentare i sentimenti negativi. È necessario che i bambini non siano sempre protetti da parte dei genitori, ma che imparino ad affrontare sia la tristezza che la malinconia.

A volte, infatti, l’ansia dei genitori li rende eccessivamente protettivi nei confronti dei figli, quasi a volerli porre in una campana di vetro, lontano dal male. Certo, è fatto in buona fede, ma è un comparto che necessariamente trasmette ai figli un mondo che, in realtà, non esiste affatto.

Più di una volta è stato messo in evidenza quanto sia importante distaccarsi da quelli che vengono definiti genitori elicottero, perché cercano di proteggere a 360 gradi i propri figli e non si rendono conto che, al contrario, non gli stanno permettendo di vivere le loro esperienza, con scelte sbagliate e giuste.

I sentimenti negativi, secondo Natalie Romero, non sono così brutti, dal momento che una volta divenuti adulti, si ha a che fare con tali sensazioni un po’ per tutta la vita. Di conseguenza, è necessario saperle affrontare nel migliore dei modi. Insomma, non bisogna far vivere ai bambini un mondo sempre felice, in cui va sempre tutto bene, altrimenti risulterebbe finto.

Il compito dei genitori è certamente quello di trasmettere adeguata protezione ai figli, ma in realtà il proprio compito è quello di fare in modo che possano crescere diventando dei buoni esseri umani. In questo senso, bisogna capire che anche loro, prima o poi, si troveranno di fronte a situazioni avverse, difficili e dolorose.

Il messaggio che viene inviato ai figli nel momento in cui li si protegge rispetto alle difficoltà è davvero corretto? Si sentiranno così amati o meno? Oppure il loro pensiero corre verso il fatto che, molto probabilmente, i genitori possano anche non fidarsi delle capacità dei figli stessi? Rifletterci è il primo passo per cambiare positivamente e dovrebbe essere senz’altro obiettivo di tutti i genitori migliorare il proprio rapporto con i figli.

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