Emozioni: è vero che anche i neonati sanno riconoscerle?

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emozioni neonati

Secondo una delle ultime ricerche scientifiche in materia pare proprio che i bambini che hanno meno di un anno di vita abbiano una capacità che non sono in tanti ad avere riconosciuto fino ad oggi. In poche parole, sono anche loro tranquillamente in grado di effettuare delle distinzioni tra le varie emozioni. Secondo uno studio che è stato portato avanti dall’Università di Ginevra sarebbero anche in grado di associare le emozioni al loro reale significato.

Emozioni nei bebè

I bebè hanno questa capacità, a questo punto testimoniata pure dalla scienza, di riuscire a comunicare alla perfezione lo stato d’animo che stanno attraversando in un momento ben preciso. Tra grandi sorrisi e dei pianti che sembrano non finire mai, certamente i neonati si fanno ben pochi a scrupoli a comunicare a tutte le persone che hanno intorno quello che gli passa per la testa.

Un nuovo studio

In realtà, fino ad ora non si era mai ben capito se potesse valere anche il contrario, ovvero se i piccoli potessero riuscire a riconoscere le emozioni che vengono provate da parte degli adulti. Una risposta a tale dubbio è arrivata da uno studio che è stato portato a termine da parte dell’Università di Ginevra, la UNIGE.

La reazione ad alcuni stimoli

Ebbene, la ricerca in questione ha di fatto analizzato in modo approfondito la reazione che è stata mantenuta da alcuni neonati. L’obiettivo era quello di comprendere se questi ultimi fossero seriamente in grado di capire e associare le emozioni a quello che è il loro significato reale. Oppure se, al contrario, avessero semplicemente fatto una distinzione tra gli elementi espressi e vocali che accompagnano i vari stati d’animo.

Geneva lab

Lo studio in questione è stato successivamente pubblicato sulla rivista scientifica Plos One. La ricerca è stata svolta presso il Geneva Lab, osservando due fasi. Nella prima i neonati sono stati collocati ciascuno di fronte ad un display totalmente nero e hanno dovuto ascoltare una voce che cambiava in base allo stato d’animo di chi parlava per 20 secondi.

Visualizzare delle foto

In seguito, al neonato sono state visualizzate per 10 secondi delle foto in cui si potevano notare degli adulti che stavano provando un’emozione del tutto particolare, come ad esempio rabbia o felicità. Ebbene, proprio in quest’ultima fase, sono stati controllati in maniera approfondita gli occhi dei bambini, tramite il sistema dell’eye tracking. L’obiettivo era comprendere le loro reazioni ed effettivamente sono state diverse in base ai volti che stavano guardando nei vari momenti.

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