Bambino non parla, ecco cosa possono fare i genitori in questi casi

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bambini viziati

Ci sono tanti genitori che si preoccupano perché il loro bambino non parla. Ebbene, l’apprendimento della parola non è altro che un atto che avviene in via del tutto naturale. Per diversi bambini, però, le cose sono un po’ più complicate, anche se ci sono dei casi in cui è meglio chiedere una mano ad una figura specializzata come il logopedista.

Bambino non parla? Scopriamo come funziona l’apprendimento

Imparare a parlare è una delle cose più importanti per un bambino, ma anche uno dei primi obiettivi che ciascun sistema cognitivo si pone. Il primo passo è quello dell’ascolto, mentre poi si passa all’emissione dei suoni e successivamente si prende confidenza con quella lingua che diventerà l’espressione dei propri pensieri.

Consigli utili

Tutto questo percorso, per diversi bambini, non è così facile, in virtù del fatto che i meccanismi possono essere inceppati da qualcosa che non funziona come dovrebbe. Ebbene, ci sono dei consigli che possono tornare decisamente utili per tutti i genitori, come ad esempio insegnare ai bambini a parlare.

Quando inizia il processo di apprendimento

I bambini iniziano ad imparare la lingua madre, comprendendo anche le frasi più complesso in maniera graduale, durante il periodo che va dai 12 fino ai 36 mesi. Capita molto di rado che questo avvenga in ritardo. C’è una vera e propria finestra di crescita, ovvero in cui tale apprendimento si cristallizza, che solitamente corrisponde ai primi anni del bambino.

Come funziona il sistema cognitivo

Il sistema cognitivo, infatti, presenta una naturale predisposizione ad apprendere la lingua, a patto che non soffra di qualche disturbo neuropsicologico di base. Proprio nel corso di tale fase, capita spesso e volentieri di notare come siano le bambine quelle che imparano in maniera più precoce l’espressione del linguaggio.

L’evoluzione del linguaggio

I bambini che in famiglia hanno dei genitori che parlano due o più lingue, nella maggior parte dei casi, devono fare i conti con un ritardo di circa sei mesi nel percorso di apprendimento del linguaggio. Di solito, quando si compiono i due anni, un bambino è in grado di pronunciare un numero di parole che si avvicina al centinaio. Una volta passati i 3 anni, invece, anche il vocabolario comincia ad incrementare, così come emergono anche i primi veloci discorsi.

Il momento in cui è meglio chiedere aiuto

Nel caso in cui il percorso generale che abbiamo indicato in precedenza non fosse quel del vostro bambino, ovvero che arriva a 3-4 anni e ancora non riesci ad esprimersi in un linguaggio fluido, ha un vocabolario ancora poco sviluppato e non emette ancora determinati suoni, probabilmente la soluzione migliore è quella di chiedere un consulto con uno specialista.

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