Bullismo nello sport: si può contrastare in questo modo!

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Capita sempre più spesso di sentir parlare di bullismo a scuola, ma in realtà si tratta di un fenomeno che è diffuso anche in tanti altri ambiti, purtroppo. Ad esempio, il bullismo nello sport esiste, ma se ne parla fin troppo poco. Ci sono diverse fenomeni che portano all’esclusione, anche tramite la discriminazione o la violenza.

Bullismo nello sport, se ne parla troppo poco

Negli ambienti sportivo, infatti, può capitare di affrontare delle situazioni di bullismo, senza però che vengano denunciate oppure se ne parli. Ecco, quindi, alcuni consigli di una nota psicologa dello sport, Marina Gerin, che consiglia i genitori su come sia possibile individuare questo fenomeno e, di conseguenza, affrontarlo successivamente.

La discriminazione

La discriminazione, gli insulti, sia verso un giocatore più bravo che verso uno meno bravo o, comunque, con qualche caratteristica fisica particolare. Si tratta di una serie di situazioni che, chiaramente, possono provocare sofferenza al bambino che subisce la presa in giro, andando a limitare fortemente la crescita della sua autostima. Al punto tale che, il giovane, può essere costretto anche a lasciare una volta per tutte lo sport che stava praticando.

Capire la gravità del gesto

Per combattere in maniera efficace questo fenomeno, bisogna seguire alcune regole di comportamento. La prima cosa da fare è quella di individuare il livello di gravità del fenomeno. Nel caso in cui siano solo delle scaramucce che non hanno seguito, meglio evitare di intervenire e lasciare che i ragazzi se la gestiscano da soli, con i genitori che non dovrebbero essere eccessivamente ansiosi rispetto alla situazione.

Da prepotenza a violenza fisica

Qualora, invece, la prepotenza dovesse trasformarsi in veri e propri atti di violenza fisica, ecco che capita spesso e volentieri che il bambino oggetto degli atti di bullismo tende a tornare dall’allenamento in lacrime oppure dà particolari segni di insofferenza nel momento in cui afferma di non voler più proseguire con quella determinata attività sportiva.

Il compito dell’allenatore

Quindi, il genitore deve essere bravo subito a capire quello che si sta verificando, cercando ovviamente di coinvolgere il più possibile anche l’allenatore. Quest’ultimo non è solo istruttore, infatti, ma anche educatore e, di conseguenza, ha lui il compito di trasmettere i valori fondanti ogni sport, ovvero quelle ispirati alla correttezza e al rispetto in primis.

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