Congestione al mare, è un rischio reale? Forse è ora di sfatare il mito!

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Congestione al mare

Andare al mare è certamente uno dei momenti migliori delle vacanze estive. Con i bambini piccoli, spesso e volentieri, perché il rischio è quello che si possano trasformare in un incubo. E il pericolo di una congestione al mare attanaglia i genitori in tutto e per tutto, al punto tale da non riuscire quasi più a godersi il tempo da trascorrere insieme.

Congestione al mare, ecco la verità!

In verità, ci sono alcuni veri e propri miti riguardanti la congestione al mare che ogni genitore dovrebbe certamente conoscere. Chiaramente, ben sapendo quelle che sono le regole principali da rispettare, cercando in tutti i casi di evitare quell’ansia che rischia, praticamente da sola, di rovinare l’intera vacanza in famiglia.

Quando si può fare il bagno

Quindi, il luogo comune secondo cui non si può fare il bagno senza aver rispettato le tre canoniche ore dall’ultimo pasto è ormai diffuso in tutte le famiglie. Generazioni e generazioni di bambini, infatti, hanno dovuto fare i conti con questo divieto. La congestione al mare, alla fine, è davvero in grado di favorire l’annegamento?

Un mito da sfatare

Secondo il professor Alberto Giovanni Ugazio, direttore presso l’Istituto per la salute all’ospedale Bambino Gesù di Roma, si tratta semplicemente di un mito che bisogna sfatare. Secondo chi sostiene tale tesi, nel corso delle tre ore della digestione, il sangue si concentra soprattutto nello stomaco. Con il nuoto, i muscoli glielo “rubano”, provocando i sintomi tipici come nausea, mal di pancia e, nei casi più gravi, anche lo svenimento.

No ai falsi rischi

È certamente vero che nell’apparato gastroenterico il sangue aumenta il suo afflusso durante la digestione, ma ciò non significa che il cuore o il cervello ne rimangano senza. Non c’è nessun pericolo, in realtà, anche se la temperatura dell’acqua è fredda oppure se il bambino decide di immergersi di colpo e non in maniera progressiva.

Riequilibrare lo shock termico

Infatti, il corpo umano ha la capacità di riequilibrare lo shock termico. Non c’è uno studio scientifico internazionale che abbia condiviso i pericoli del bagno in seguito al pasto. La Mayo Clinic evidenzia come non siano emersi dei casi di bambini che abbiano fatto i conti con problemi di digestione nel corso di una nuotata effettuata a pancia piena.

Conferma dalla scienza

La conferma arriva anche dall’International Life Saving Federation, secondo cui non ha fondamento il suggerimento di non nuotare subito dopo un pasto. Quindi, tutto varia in base al buon senso. La raccomandazione ha senso quando il bambino ha mangiato un pasto completo e anche piuttosto lauto. In questo caso, da evitare l’esposizione ai raggi del sole, visto che rimanere all’ombra senza fare movimento aiuta la digestione.

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