Dieci frasi da non dire mai ad un figlio adolescente

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Adolescenti
Cosa da non dire ad un adolescente

Essere genitori è estremamente complicato, cosi come essere adolescenti in una società in continua evoluzione, che tende costantemente ad influenzare mediante i new media, le menti e i modi di agire. E’ questa, una società massificata, che agisce per “imitazione” e che pensa e sente in modo comune. In una società sui generis, gli adolescenti, rappresentano l’ingranaggio più fragile e delicato; la fase dell’adolescenza è una fase di transizione, durante la quale si cambia in modo continuo, fisicamente, ma soprattutto dal punto di vista psicologico.

I genitori, tendono, in questa fase, a imporre delle regole ai propri figli spesso estremamente severe. Il linguaggio verbale, è in questo caso influente esattamente come quello scritto, per cui è consigliabile evitare di parlare senza filtrare i concetti. Sono dieci almeno le frasi da non dire mai ad un figlio adolescente, perché apportano un valore negativo, perché spingono a violare la regola piuttosto che a rispettarla, perché creano un turbinio di emozioni negative, creando una sorta di spaccatura comunicativa tra chi parla –il genitore- e chi ascolta –l’adolescente.

La prima e più annosa questione è quella delle mode: criticare i propri figli adolescenti per il modo in cui scelgono di vestirsi, non è consigliabile. Le mode cambiano, e in passato, cosi come sarà in futuro, questi cambiamenti li hanno vissuti tutti, in egual maniera. Ciò che veniva criticato dai nostri antenati, oggi viene criticato da quelli che sarebbero dovuti essere modernissimi genitori. E’ la moda che cambia, è il modo di essere, di esprimersi, di guardarsi, e di mostrarsi; è la stessa maniera di affermare il sé nel mondo, mediante l’apparenza, ma con mezzi diversi.
Imporre al proprio figlio di non mentire, equivale a costringerlo a mentire con maggiore frequenza. E’ naturale, in alcune fasi della vita come nell’adolescenza desiderare di creare una sfera intima personale, nella quale scegliere chi far entrare.
Vietare alcuni comportamenti è oltremodo errato: bisogna avere delle regole, ma è anche importante sapere come queste vanno rispettate. Vietare l’uso del cellulare, in un mondo in cui la tecnologia ha preso del tutto il sopravento, in una società in cui per vivere e comunicare bisogna necessariamente essere telematici, significa mettere il proprio figlio sotto una campana di vetro.
Affermazioni come: “Sotto questo tetto comando io”, “Questa casa non è un albergo” “Vai a letto senza cena” sono estremamente comuni. Sono frasi di minaccia, frasi che impongono una dittatura e non un dialogo. L’adolescente deve poter sbagliare e comprendere l’errore, ma senza eccessive privazioni. Altro fattore importante è la negazione: una frase come “No, non puoi farlo”, detta di getto, senza dialogo e riflessione, crea un disagio nell’adolescente; il “no”, va discusso e ragionato, cosi come il “si”, quando si accorda il consenso o il permesso.

“Sei troppo giovane per capire”, “Non posso fidarmi di te”, “Adesso non ho tempo per te”, sono di uso comune e retorico. Provocano solo malessere e creano una mancanza di comprensione della negazione e/o della mancanza di ascolto.

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