Educazione sessuale, in Italia la situazione è veramente complicata

0
293
educazione sessuale figli

Nel momento in cui si parla di educazione sessuale sono veramente tantissimi i genitori che non hanno la minima idea di come sceglier i momenti giusti per parlarne e discuterne con i figli. E si tratta di un problema che si sta trasformando in una vera e propria emergenza, soprattutto a livello di prevenzione.

Educazione sessuale, emergenza in Italia

L’Italia, infatti, fa parte di quella ridotta lista di Paesi nel Vecchio Continente in cui l’educazione sessuale non è obbligatoria. Invece, nel 75% dei casi i 14enni di oggi si sono già avvicinati al mondo del sesso e, anzi, hanno già avuto modo di completare un rapporto sessuale. Sono altri i canali di comunicazione da cui traggono le informazioni, però, vista che la famiglia è proprio all’ultimo posto.

Non si usano i contraccettivi in età adolescenziale…

Addirittura il 42% dei ragazzi che hanno meno di 14 anni che ha dei rapporti sessuali non impiega nessun mezzo di contraccezione. L’educazione sessuale, insomma, non è certamente una priorità per le famiglie italiane. Le conseguenze di tale situazioni sono facilmente osservabili da parte di tutti. Secondo gli esperti, infatti, i giovani si avvicinano sempre più di frequente a tale argomento usando il web.

Cyberbullismo e sexting

L’Osservatorio Nazionale Adolescenza, insieme al portale Skuola.net, ha infatti portato a termine uno studio dedicato proprio a tale problematica. Dalla ricerca è emerso come nel 30% dei casi che riguardano il cyberbullismo il legame con il sexting è molto chiaro. Quest’ultima è quella tendenza che porta a postare scatti particolarmente piccanti e selfie a sfondo sessuale su dei social network.

Già a 11 anni c’è un primo approccio

E l’età in cui i giovani tendono ad avvicinarsi alle pratiche sessuali continua a ridursi sempre di più. Piuttosto di frequente, quindi, il primo approccio è proprio rappresentato dal sexting, che ormai coinvolge anche i ragazzi già in età pre-adolescenziale. Infatti, addirittura il 6% dei ragazzini di età compresa tra 11 e 13 anni lo pratica costantemente.

Problema più grave per le ragazzine

Nella gran parte dei casi, il sexting viene messo in atto da ragazzine (70%), che condividono sui social dei selfie seminude o con chiare allusioni sessuali. Successivamente vengono inviate al proprio partner piuttosto che a dei gruppi di amici. E i pericoli sono davvero dietro l’angolo, visto che sia immagini che filmati in breve tempo possono essere collegati al revenge porn, le classiche vendette pornografiche. Tale comportamento, tante volte, viene provocato anche proprio da una scarsissima educazione sessuale in ambito familiare.

Commenti

commenti