Gender creative, coppia americana vuole che sia il figlio a scegliere il suo sesso

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Gender creative zoomer

Quando si parla di figli, tante persone sono solite non rivelare il sesso del nascituro fino al momento del parto. Altri ancora, invece, scelgono di non saperlo proprio fino al momento in cui vedranno spuntare la testolina e capiranno se si tratta di una femminuccia o di un maschietto. E poi ci sono altri casi, ancora più assurdi e curiosi, che non vogliono assegnare nessun sesso al figlio.

Gender creative, notizia shock dagli Usa

La notizia arriva direttamente dagli Stati Uniti, dove una coppia ha deciso di non svelare il sesso del figlio o della figlia di due anni. Sarà lei stesso/a a scegliere il proprio sesso nel momento in cui crescerà. È questa la giustificazione con cui Kyl e Brent Myers hanno spiegato come il loro bambino potrà decidere il sesso in totale autonomia.

Il bambino potrà decidere il sesso in totale autonomia

La coppia Myers ha seguito un metodo che è stato ribattezzato “gender creative”. Quindi, neanche gli amici sono a conoscenza del sesso del bambino/a: solamente i parenti più stretti lo sanno. Insomma, nessuno dei due giovani genitori ha la minima intenzione di rivelare il sesso del nascituro.

Una motivazione profonda

Il bambino/bambina si chiama Zoomer e tale scelta deriva da una concezione di fondo più profonda. L’idea perseguita dai genitori è quella secondo cui gli stereotipi devono essere abbandonati una volta per tutte e non devono prendersi la responsabilità di far giocare Zoomer con delle bambole o trucchi oppure di vestirsi di azzurro come i maschietti.

La scelta sarà esclusivamente di Zoomer

Sarà Zoomer a scegliere direttamente il proprio sesso, nel momento in cui avrà raggiunto la capacità per farlo. Un genere neutro, insomma. I due genitori hanno scelto di usare il pronome they nel momento in cui parlano a Zoomer, dal momento che in inglese si tratta di un termine che può essere impiegato proprio anche per indicare il genere neutro.

No a ogni tipo di vincolo

I genitori hanno intenzione di evitare che Zoomer possa crescere in maniera limitata oppure dovendo rispettare una cultura eccessivamente ricca di stereotipi legati al genere. Insomma, secondo questa giovane coppia di genitori a stelle e strisce, Zoomer deve avere la possibilità di aspirare a potersi vestire di azzurro come i maschietti, ma anche giocare con le bambole come le femminucce.

Metodo educativo gender creative

I genitori seguono il metodo educativo gender creative e, per tale ragione, acquistano dei capi d’abbigliamento unisex. Il principio alla base di tale sistema è che deve essere sempre il bambino a fare le scelte e nessuno deve mai imporgliele. Di conseguenza, anche la gestione della casa non si discosta da tale metodo: sia il papà che la mamma si dividono i compiti senza distinzioni in base al genere.

 

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