Genitori, l’importanza di osservare e capire quando intervenire

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bambini viziati

Quando si parla di genitori si fa pur sempre riferimento al lavoro più difficile del mondo. Piuttosto di frequente, infatti, capita di non capire proprio quale sia la soluzione giusta per una specifica problematica, così come è difficile confrontarsi con la crescita dei figli così come l’evoluzione del sistema educativo.

Genitori e il libretto delle istruzioni…

Insomma, i genitori non potranno mai avere tutte le risposte pronte, così come non potranno dare alcun libretto d’istruzione su come affrontare la vita e tutto quello che ne consegue, gioie e successi, sofferenza e dolori. I genitori possono solo dare il massimo ogni giorno per cercare di trasmettere quelli che sono i valori corretti.

Sì agli atteggiamenti incoraggianti

Nella maggior parte dei casi, il pericolo numero uno è che mamma e papà, più che un atteggiamento incoraggiante allo sviluppo del bambino, spesso e volentieri sfocino in un comportamento protettivo e poco altro. Un atteggiamento in cui la comprensione dei figli viene, inevitabilmente, sempre in secondo piano.

Entrare in simbiosi e in empatia

Uno degli aspetti su cui dovrebbe lavorare maggiormente un genitore è senz’altro quello di provare a entrare il più possibile in simbiosi e in empatia con i propri figli. In che modo? In quello più efficace, ovvero tramite l’osservazione. Al tempo stesso, ovviamente, è necessario mettere in un angolo sia le proprie paure che i propri preconcetti.

No ai preconcetti

Per comprendere il comportamento che viene spesso messo in atto da parte dei bambini, serve spendere un bel po’ di tempo nell’osservare i loro atteggiamenti. Qualsiasi comportamento scontroso ha un’origine ben precisa in realtà, visto che spesso e volentieri deriva da un’incertezza, piuttosto che da una paura.

L’osservazione

Quindi, tramite l’osservazione, i genitori hanno la possibilità di cominciare a rapportarsi con i figli in modo notevolmente più empatico e costruttivo. Insomma, per capire come comportarsi con i bambini, nella maggior parte dei casi serve semplicemente osservarli bene. Altro aspetto fondamentale è quello di prendersi del tempo da trascorrere insieme ai propri figli.

Capire quando intervenire

L’atteggiamento migliore è quello del non fare, ma che non vuol affatto dire mostrare una completa disattenzione, piuttosto che lasciar correre ogni cosa. Anzi, significa semplicemente attendere il momento giusto in cui intervenire. Il tempo serve più che altro per comprendere bene quale sia stata la causa che ha portato a tale atteggiamento. Una volta capito il motivo per cui il bambino sta agendo in un certo modo, allora si può agire di conseguenza.

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