Quando mettere in punizione un figlio è indispensabile

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Punizione
Quando la punizione è indispensabile

I bambini necessitano di regole, una sorta di abecedario educativo, regole che favoriscano il benessere assoluto del minore e che gettino le basi di un comportamento coretto. Le regole sono dettate dai genitori, che proiettano sui figli le loro esatte aspettative, modellando su questa figura proiezioni future positive. Le regole, hanno uno scopo positivo e propedeutico all’insegnamento: si stabilisce una norma, affinchè ci si muova in linea con gli altri, seguendo principi coerenti che favoriscano il benessere dell’individuo e dei suoi rapporti interpersonali.

Le regole, vengono imposte dai genitori, che per primi devono costituire un modello da seguire per i propri figli: questi ultimi, tendono a calcare una falsariga imitativa, emulando atteggiamenti e comportamenti dei loro genitori, per cui è necessario seguire un’unica direzione comportamentale. Chiedere al proprio figlio di mangiare stando seduto correttamente a tavola, significa sedersi per primo per dare il buon esempio. Se si chiede al proprio figlio di utilizzare un linguaggio consono ed educato, bisognerà per primi evitare di utilizzare terminologie inappropriate che potrebbero essere imitate. Non bisogna chiedere ai propri figli nessuna azione che non venga prima effettuata da entrambi i genitori.

Al dato della coerenza comportamentale, si associa anche quello della necessità di applicazione della regola. Le punizioni inoltre devono variare in relazione all’età, perché più il bambino è piccolo, più non comprenderà il motivo del suo castigo. Molto spesso, gli errori compiuti dai bambini, sono effettuati in modo del tutto inconsapevole e dove c’è inconsapevolezza, nessuna punizione potrà mai risultare terapeuticamente educativa. Punire è spesso necessario, ma qualsiasi detrazione, qualsiasi castigo e pena, andranno motivati ampliamente.

Le punizioni, più che educare e correggere i bambini, sono terapeutiche per chi le impone perché permettono di esercitare un’autorità provvisoria sui propri figli con lo scopo di educarli al meglio. Le punizioni sono necessarie se l’errore commesso è eclatante, se un atteggiamento sbagliato viene reiterato nel tempo, in caso di disubbidienza continua, nelle situazioni di pericolo. E’ dunque necessario punire, effettuando una privazione, sottraendo al bambino qualcosa che si è guadagnato, a cui è affezionato, che ama, privandolo degli amici, di una passione. La punizione è necessaria, ma va anche resa coerente con gli atteggiamenti.

Minacciare e poi sciogliersi dinanzi al pianto del proprio figlio, non ha senso. Decidere di punire e poi ritirare le proprie parole, lo stesso: la punizione deve trovare coerenza in se stessa e motivo di esistere. E deve essere breve, perché non deve essere vissuta come l’esatta conseguenza di un qualsiasi errore. La proporzione tra il misfatto e il castigo, deve esserci ed è necessario infliggere quest’ultimo, solo se strettamente necessario. I figli devono formarsi, formarsi seguendo delle regole e delle norme, che sono quelle dei genitori e quelle che la società imporrà con il passare del tempo, per cui è importante capire che esiste un percorso da seguire, e che ad ogni azione, corrisponde una reazione.

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