Mindfulness, ecco come si può applicare anche a tavola

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Sono tanti i genitori che si stanno affidando sempre di più alla mindfulness: quello che non sanno, però, è che si può applicare senza troppi problemi anche all’alimentazione. Una questione che riguarda, in modo particolare, i bambini che sono nati da poco, dal momento che sono stati più volte definiti come dei “mangiatori consapevoli”.

Mindfulness a tavola

Successivamente, ciò che condiziona i loro gusti alimentari e le scelte che fanno a tavola sono i genitori e la società. Quindi, si può cercare di capire come fare per permettere ai figli di avere un rapporto che sia il più possibile consapevole ed equilibrato con il cibo. Ecco alcuni consigli molto interessanti che provengono da Paola Iaccarino Idelson, biologa nutrizionista, e dal libro Mindful eating.

Ritmi di vita frenetici

I ritmi di vita sono sempre molto elevati, quasi frenetici. Sembra che senza fare tutto di corsa non si potrebbe completare il ciclo di attività che caratterizza una giornata. Lo stesso discorso vale assolutamente anche per il cibo, dal momento che a volte si finisce per mangiare senza nemmeno tener conto di quello che si ha nel piatto.

Osservano i genitori

E i bambini non fanno altro che mangiare osservando quello che fanno i genitori. E la mindfulness può essere sicuramente molto utile in questo senso. I bambini, nella maggior parte dei casi, sono già dei mangiatori consapevoli. E il mindful eating ha unicamente lo scopo di permettere di scoprire nuovamente un rapporto corretto e sano con il cibo.

Stomaco e autogestione

Nei bambini da 0 a 2 anni, infatti, lo stomaco è in grado di autogestirsi con grande efficacia. Il problema deriva dal condizionamento che viene perpetrato dai genitori e successivamente dalla scuola, senza contare il ruolo che riveste la pubblicità in tal senso. Sono gli adulti ad insegnare ai bambini quali cibi debbano diventare i loro preferiti.

Preferenze alimentari

La sola preferenza alimentare con cui ogni persona già nasce, senza alcuna distinzione, è lo zucchero. Così come, probabilmente, anche una certa attenzione verso i cibi amari. Tutto il resto, al contrario, è frutto solamente degli insegnamenti. I genitori, di conseguenza, possono condizionare tale rapporto, cercando di offrire ai figli dei cibi sani.

La scelta dell’autosvezzamento

La scelta dell’autosvezzamento viene fortemente consigliata da tanti esperti, dal momento che il bambino sa molto bene quanto può mangiare ed è in grado di autoregolarsi. Il problema è più che altro connesso alle mamme, che il più delle volte non riescono a gestire l’ansia. L’autosvezzamento, chiaramente, deve essere fatto usando cibi sani e deve seguire delle regole, mentre bisogna sempre ricordare che il bambino necessita di diversi tentativi di seguito per poter apprezzare un alimento.

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