Permesso per allattamento, scopriamo insieme come funziona

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permesso per allattamento

Sono tante le mamme che stanno scoprendo pian piano come approcciarsi nuovamente all’attività lavorativa, dopo avere avuto la grande gioia di dare alla luce il proprio bambino. Ebbene, una delle domande che si fanno più di frequente riguarda proprio il permesso per allattamento.

Permesso per allattamento, ecco cosa significa

Quando si parla di permesso per allattamento si fa riferimento, molto più semplicemente, a quelli che vengono chiamati riposi orari giornalieri. Sì, si parla pur sempre di ore di permesso che vengono completamente retribuite, che possono essere sfruttate sia da parte della madre che da parte del padre durante i primi dodici mesi di vita del pargolo.

Ecco la legge italiana

Volete conoscere qualche dettaglio in più su quanto previsto dalla legge in merito al permesso per allattamento? Le principali risposte arrivano dall’articolo 39 del decreto legislativo 151 del 2001. Dalla definizione, però, spesso e volentieri si rischia di fare fin troppa confusione.

Chiariamo tutti i dubbi

Cerchiamo di chiarire meglio, quindi, la situazione nel suo complesso. Prima di tutto, una neo mamma non ha bisogno di dimostrare che allatta il figlio per poter sfruttare i permessi. Non sono altro che delle normalissime ore di riposo che sono state stanziate per la coppia che ha appena avuto un figlio con l’obiettivo di riuscire a gestire meglio la vita quotidiana casalinga e il lavoro.

Come si ottengono i permessi

Quindi, proviamo a capire come si possono ottenere tali permessi. L’accesso a questo tipo di agevolazione può essere ottenuto dopo che è stato concluso il periodo di congedo obbligatorio di maternità, ma la richiesta deve pervenire entro il primo di anno di età del bambino o della bambina.

I genitori affidatari o adottivi

Interessante mettere in evidenza come pure i genitori adottivi o affidatari hanno la possibilità di accedere all’agevolazione durante i primi dodici mesi in cui il bambino è stato adottato. Questo permesso garantisce la facoltà di togliere dal monte orario quotidiano lavorativo due ore, ma solo nel caso in cui il contratto prevede un monte orario pari o superiore a sei ore. In caso contrario, il diritto di assentarsi riguarda solamente un’ora.

Come distribuire le ore

È bene sottolineare come le ore di congedo si possano distribuire nel corso della giornata, oppure si può scegliere di usufruirne in modo consecutivo. Si tratta di una scelta che non può essere presa autonomamente, ma che va decisa insieme al datore di lavoro. Accorpare le ore è possibile? Sì, in modo tale da poter evitare di lavorare un giorno intero.

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