E’ possibile essere madre e donna in carriera?

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mamma carriera

Molte donne in carriera rinunciano all’idea di essere madri e molte madri, rinunciano al proprio essere una donna in carriera. Come mai? Semplicemente perché ritengono che sia impossibile essere sia l’una che l’altra.

E’ impossibile si, ma solo qualora si aneli alla perfezione. Nel momento in cui ci rendiamo conto che possiamo essere entrambe le cose purché non si pretenda di imparare la tecnica dello sdoppiamento, il peso si alleggerisce.

Fino a qualche anno fa era normale ad esempio che, alla nascita del figlio, la donna rinunciasse al proprio lavoro per accudirlo e star dietro alla casa. Oggi spesso s’invertono i ruoli ed è il papà a stare a casa mentre la donna prosegue con la sua carriera. Altre volte entrambi continuano a svolgere i propri lavori e così, subentra un po’ quel senso di colpa nel non riuscire ad essere una madre perfetta e neanche una lavoratrice perfetta.

Per una madre essere donna in carriera è difficile?

Si lo è, deve sicuramente rinunciare a qualcosa. Lavoro e figlio assorbiranno gran parte del suo tempo. La cura della casa quasi sicuramente verrà delegata a qualche collaboratore esterno ad esempio. Se nel suo lavoro sono previste trasferte, cercherà di ridurle al minimo indispensabile e se ne avrà la possibilità, adotterà le situazioni di smart working.

Però ci sono le ore di lavoro. Come fare? Quando il bambino va all’asilo e poi alle scuole elementari le cose probabilmente sono un po’ più semplici da gestire, almeno per le prime ore della giornata. Difficilmente però la donna riesce ad uscire da lavoro in tempo per andare a prendere il figlio e così sorge il problema…

Qualcuno deve occuparsi di lui quando mamma e papà lavorano. C’è chi si affida ai nonni, chi paga una tata a tempo pieno. Moltissime famiglie però non hanno l’appoggio dei primi e le risorse economiche per la seconda. Magari giusto per qualche ora settimanale di baby sitter e nel migliore dei casi è sufficiente per tappare le ore in cui il bambino sarebbe solo.

La realtà dei fatti è che tante famiglie non riescono a conciliare tutto questo. Ecco che in Italia la natalità è bassa.

Cosa fare quindi?

Prima di tutto dovete valutare quali sono gli aiuti esterni sui quali potete fare affidamento. Tutti e quattro i nonni possono aiutarvi e tenere a turno il bambino quando lavorate? Ci sono amici disponibili? Potete permettervi una tata o una baby sitter?

Siete disposti a perdervi qualcosa di vostro figlio e rinunciare a qualche aspetto del vostro lavoro? Rispondete sinceramente a tutto questo e valutate.

Se siete fortunate potete ottenere per i primi anni un part-time, la possibilità di lavorare full time da casa oppure fare alcune ore in ufficio e altre da casa.

Cosa sacrifico?

C’è poi la fatidica scelta. Sacrifico la vita professionale? Molte donne optano per questa strada e una buona percentuale quando il bambino è un po’ più grande si pente di averlo fatto perché scopre di aver rinunciato a qualcosa che amavano fare e che adesso, tornare nel giro è difficile. Altre donne sacrificano il figlio per continuare a lavorare. Lo vedono pochissimo e il bambino viene cresciuto dai nonni o dalle tate.

Trovare l’equilibrio

Se in qualche modo potete far combaciare figlio e lavoro, cercate di togliere un pochino di tempo da entrambe le parti. Il bambino sentirà la vostra mancanza ma non così eccessivamente se riuscirete a ritagliarvi dei buoni momenti da dedicare a lui. La mattina presto ad esempio, una o due ore prima di andare a lavoro. I fine settimana da dedicare a lui, tutto il dopo cena prima che vada a nanna. E le vacanze ovviamente!

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