Punture di zecca, ecco come conoscerle, affrontarle ed evitarle

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punture di zecca

Sicuramente tutti i genitori avranno sentito parlare delle punture di zecca, ma nella maggior parte dei casi non hanno la più pallida idea di come poter riconoscere un aracnide del genere, così come fare in modo che i propri figli non vengano attaccati dalle zecche.

Punture di zecca, conoscere questi insetti

Le zecche, bisogna metterlo in evidenza, rientrano nella categoria degli aracnidi, ovvero hanno un legame “di sangue” stretto con scorpioni, acari e ragni. La principale caratteristiche delle zecche è quella per cui necessitano di consumare sangue per poter portare a termine il loro ciclo vitale. Di conseguenza, sono in grado di attaccare numerose specie, tra cui ovviamente anche l’uomo.

Restano invisibili, ma poi…

Le punture di zecca non rappresenta un problema e hanno la tendenza a restare quasi del tutto invisibili, dal momento che, nella maggior parte dei casi, non sono in grado né di causare dolore e, al tempo stesso, nemmeno un senso di forte prurito. Quindi, capita piuttosto di frequente di non accorgersi nemmeno della puntura.

Il morso di una zecca, spesso, non ha conseguenze rischiose

In ogni caso, è bene sottolineare come, in nove casi su dieci, il morso di una zecca non causa alcun tipo di conseguenza. Qualche volta, però, può capitare che la sua puntura possa provocare all’uomo dei microorganismi, quindi batteri piuttosto che virus, che possono favorire la diffusione di ulteriori malattie, come l’encefalite da zecche oppure il morbo di Lyme.

Per combattere il nemico, in questo caso le zecche, è importante conoscerne le abitudini. In natura ci sono chiaramente tantissime tipologie di zecche. Quelle maggiormente diffuse sono quelle denominate zecca del cane e zecca dei boschi, che sono quelle che si trovano più di frequente non solo in Italia, ma più in generale nel Vecchio Continente.

Le zecche vivono in tutti quegli ambienti in cui l’erba è particolarmente alta, oppure nei cespugli. Si trovano in grandi quantità anche al di sotto di mucchi di foglie secche. In tutte quelle zone con caratteristiche simili, soprattutto quando c’è un po’ di umidità, è facile fare i conti con le zecche: in bassa montagna o in collina, qui si trovano con grande frequenza.

Il pericolo di contrarre la malattia di Lyme, quindi, è reale in tutta la penisola italiana, dal momento che non ci sono delle Regioni nettamente più predisposte rispetto ad altre a favorire la diffusione di questo particolare batterio. Anche se Trentino, Veneto, Liguria ed Emilia Romagna sono quelle maggiormente a rischio.

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