Punture di zecca, ecco come conoscerle, affrontarle ed evitarle

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punture di zecca

Sicuramente tutti i genitori avranno sentito parlare delle punture di zecca, ma nella maggior parte dei casi non hanno la più pallida idea di come poter riconoscere un aracnide del genere, così come fare in modo che i propri figli non vengano attaccati dalle zecche.

Le zecche, bisogna metterlo in evidenza, rientrano nella categoria degli aracnidi, ovvero hanno un legame “di sangue” stretto con scorpioni, acari e ragni. La principale caratteristiche delle zecche è quella per cui necessitano di consumare sangue per poter portare a termine il loro ciclo vitale. Di conseguenza, sono in grado di attaccare numerose specie, tra cui ovviamente anche l’uomo.

Le punture di zecca non rappresenta un problema e hanno la tendenza a restare quasi del tutto invisibili, dal momento che, nella maggior parte dei casi, non sono in grado né di causare dolore e, al tempo stesso, nemmeno un senso di forte prurito. Quindi, capita piuttosto di frequente di non accorgersi nemmeno della puntura.

In ogni caso, è bene sottolineare come, in nove casi su dieci, il morso di una zecca non causa alcun tipo di conseguenza. Qualche volta, però, può capitare che la sua puntura possa provocare all’uomo dei microorganismi, quindi batteri piuttosto che virus, che possono favorire la diffusione di ulteriori malattie, come l’encefalite da zecche oppure il morbo di Lyme.

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