Consigliare senza imporre al proprio figlio

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Dialogare con i figli
Parlare con i figli senza imporre

Nei rapporti interpersonali, la comunicazione verbale e para-verbale rappresenta l’ago della bilancia, l’elemento equilibrante in assoluto. In particolare il rapporto genitori-figli, si basa essenzialmente sulla dinamica comunicativa, che se sana, riesce a colmare le lacune anagrafiche e concettuali che spesso dividono. La comunicazione dunque, è tutto, poiché è su di essa che si stabiliscono le basi di principi di relazioni e regolamentazioni che favoriscono l’armonia delle parti.

Lo stato genitoriale, è uno stato complesso, in quanto, i compiti da svolgere per una coppia con i figli, sono diversi: comunicare, insegnare, consigliare, senza imporre, lasciando la libertà d’azione. Molto spesso il confine che separa il suggerimento in senso stretto, dall’imposizione o dal divieto, è estremamente sottile, e se valicato, crea dinamiche negative alla comunicazione e al rapporto in sé.

Lo scontro generazionale è una costante: si parte da un concetto di base che è quello dell’adattamento ad una società in continua e velocissima evoluzione, che porta spesso i genitori in difficoltà; non ci si adatta al cambiamento in modo semplice e spesso non si comprendono le scelte dei figli o le loro ideologie, perché la loro flessibilità al nuovo, al presente, è molto più alta rispetto a quella di un genitore. La tendenza, è quella di proteggere e tutelare i propri figli da condizioni di disagio, da delusioni e problematiche di vario genere, con regole ferree o con imposizioni senza scampo.

Le regole e le imposizioni dunque, devono avere una motivazione, un sotto-testo verbale che spieghi in modo chiaro la motivazione di una scelta. Il rapporto genitori figli, deve essere è sicuramente uno dei più intimi e complessi da sempre, ma anche i legami che possono apparire indissolubili vanno alimentati da dinamiche di apertura e fiducia nell’altro. E’ una sorta di dare e avere. I figli necessitano di uno spazio espressivo, di una libertà di scelta, che può essere contrastata ma con solide motivazioni.

Condannare la scelta di un figlio, mediante un’imposizione, è errato: i figli cercano approvazione principalmente nei genitori, ed è nei genitori che deve nascere il senso di fiducia; ledere la personalità dei figli attraverso una comunicazione verbale e non verbale offensiva, può determinare spaccature relazionali importanti. Avere fiducia nei figli, significa sostenerli nelle loro scelte, proteggendoli mediante suggerimenti, significa dare loro approvazione, guidandoli sempre nella direzione giusta, significa essere presenti, ma senza invadere il loro spazio privato, senza decidere per loro, ma con loro.

E’ importante non sminuire, non screditare, non ostacolare, ma capire, ponendo loro delle domande precise, qual è l’obbiettivo che motiva una determinata scelta. L’apertura determina la crescita del rapporto.

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