L’accettazione nei confronti della diversità del figlio

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Accettare le diversità
Diversità dei figli

Il termine diversità, ha un sotto-testo di significati abbastanza ampio, soprattutto se questo vocabolo viene contestualizzato all’interno di precise dinamiche familiari ed in particolare il rapporto genitori figli. Costruire una famiglia, significa effettuare una scelta, quella di proiettare su qualcun altro. Per proiettare qui si intende “trasferire” sentimenti ed emozioni, che determineranno un senso di appartenenza profondo ed inscindibile. Le proiezioni intese come aspettative invece, spesso possono creare delle spaccature perché i figli (in alcuni casi), non rispecchiano la realtà che i genitori si erano costruiti in testa.

La diversità di un figlio, può essere intesa come diversità fisica e/o e quindi come disabilità, o anche come diversità caratteriale, o sessuale. L’accezione diversità implica una serie di differenze sostanziali che si vengono a frapporre tra un figlio e il suo essere e le aspettative tradite dei genitori. Come può una coppia genitoriale accettare la diversità di un figlio? Qual è il percorso che la famiglia deve intraprendere per riuscire a colmare il divario nato a causa di questa diversità?

Se per diversità di intende inabilità fisica e mentale, i genitori, almeno in una prima fase, avvertiranno un profondo senso di colpa e di inadeguatezza e spaesamento. I genitori con figli disabili, sono attanagliati da paure diverse, riguardanti i figli ed il loro futuro e la risposta della società alla disabilità in sé. Il primo sentimento che si accende dinanzi ad un’evidente disabilità fisica o ad un handicap mentale o psichico, è quello dello smarrimento: si teme di non essere in grado di gestire la vita dei propri figli, si teme per i suoi rapporti interpersonali, per il suo livello di autonomia, per l’apprendimento, l’inserimento scolastico. Una disabilità è di per sé un limite, che crea altri limiti. L’accettazione della disabilità, è come l’elaborazione di un lutto.

Si accetta quando si ha una presa di coscienza sana, che mette in risalto la capacità dei genitori di non colpevolizzarsi rispetto alla disabilità stessa. E’ dopo la presa di coscienza che scatta il senso di protezione e la voglia di fare qualcosa per migliorare la condizione del proprio figlio. Professionisti del settore, figure esperte e strutture adeguate, rappresentano un ottimo sostegno per la famiglia oltre che per i figli.

Se la diversità viene invece intesa in relazione alle scelte di vita, intellettuali o anche sessuali, il discorso assume una caratterizzazione differente: per quanto l’evoluzione della società viaggi alla velocità della luce in direzione di un’apertura e di un livellamento delle differenze, ideologiche, fisiche, culturali, religiose, sessuali, spesso, genitori che si trovano a doversi confrontare con una diversità sui generis, fa difficoltà ad accettare questo divario. Questo accade perché le generazioni che si evolvono, e si mettono al passo con le nuove ideologie, fanno difficoltà ad accettare le imposizioni impartitegli, e di contro, per i genitori, vale lo stesso.

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