Quoziente intellettivo, ecco quanto l’educazione condiziona i bambini

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Quoziente intellettivo

Puntare sulle esperienze è molto importante, soprattutto se il monito arriva da un gruppo di esperti. I genitori devono comportarsi in questo modo per permettere ai bambini di sviluppare tutto il proprio potenziale per quanto riguarda il quoziente intellettivo. Parola di due psicologi a stelle e strisce.

Quoziente intellettivo, interessante studio

Secondo questi psicologi, è molto importante che i genitori, nel corso dei primi anni di vita, cerchino di stimolare il più possibile i piccoli. E tutto questo ha una rilevanza superiore alla genetica per quanto riguarda lo sviluppo delle proprie capacità intellettive.

Da piccolissimi succede che…

Lo studio in questione mette in evidenza come da piccolissimi, l’intelligenza viene plasmata dai geni solamente incidendo per il 30%. Una percentuale veramente molto bassa, che mette in evidenza, secondo gli psicologi americani, quanto possa essere importante l’educazione scolastica, che nella maggior parte dei casi è volta a trasmettere una formazione nozionistica e non tanto relativa al pensiero critico.

Scala di valutazione dell’intelligenza

Questa ricerca, che è stata portata avanti da parte degli psicologi Bruno Sauce e Louis Matzel, ha trovato spazio direttamente sul Psychological Bulletin, ovvero il quotidiano dell’American Psychological Association. La valutazione dell’intelligenza è stata effettuata in relazione all’ereditabilità. Giusto per fare un esempio, il colore che caratterizza gli occhi ha un quoziente di ereditabilità pari a 0,99 su una scala che va da 0 a 1.

Nella prima infanzia

Nella prima infanzia, però, le facoltà intellettive si caratterizzano per essere altamente più modulabili e plasmabili in confronto a quanto si è diventati adulti. Il team di ricerca ha sottolineato come le misurazioni sono state significative. Infatti, l’ereditabilità del quoziente intellettivo da 0,8 si riduce fino a 0,3. Di conseguenza, si viene condizionati dall’ambiente esterno in misura importante e, quindi, dall’educazione.

Condizione conosciuta da tempo

Non si tratta chiaramente di una novità, visto che si conosceva da tempo come l’intelligenza fosse decisamente condizionabile in tenera età. Nel corso dei primi tre anni di vita, infatti, la plasticità cerebrale è ai livelli più elevati. Successivamente, con il passare del tempo, si riduce dal momento che sono incorse le connessioni cerebrali e vengono rimossi tutti quei neuroni che non si sono correlati a delle cellule nervose.

La plasticità cerebrale nella vita

Anche dopo che sono trascorsi i primi tre anni, in ogni caso, la plasticità si mantiene su livelli particolarmente alti. Fino all’età adolescenziale, infatti, c’è la possibilità di condizionare notevolmente le funzioni dell’intelletto ottenendo dei buoni risultati. Tale plasticità si riduce, ma permane anche da adulti e c’è sempre la possibilità di lavorare e migliorare le capacità intellettuali.

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