Sport di squadra, ecco perché ha un effetto antidepressivo sui preadolescenti

0
146
sport di squadra preadolescenti

Quante volte abbiamo sentito parlare dello sport di squadra come particolarmente efficace per invogliare i ragazzini e le ragazzine a crescere non solo a livello personale, ma anche nel modo di rapportarsi con i coetanei? Ebbene, tanti studi e ricerche hanno dimostrato come tale rapporto esista sul serio.

Sport di squadra, un’indagine dell’Università di Washington

Una recente ricerca che è stata svolta da parte dell’Università di Washington ha messo in evidenza come i preadolescenti che fanno uno sport di squadra presentano un livello di probabilità inferiore di subire delle problematiche a livello depressivo, così come andrebbero meno di frequente incontro al rischio di subire cambiamenti strutturali del cervello correlati all’umore.

Preadolescenti e sport di squadra

I preadolescenti, ovvero tutti i ragazzi e le ragazze che hanno un’età che va dai 9 fino agli 11 anni, che sono soliti fare degli sport di squadra, hanno un bel vantaggio. Il pericolo di finire in depressione si riduce in modo drastico rispetto a quanti, al contrario, non praticano nessuno sport.

Una nuova ricerca

La ricerca è stata pubblicata sulla ben nota rivista di settore Biological Phsychiatry: Cognitive Neuroscience and Neuroimaging. Uno studio molto approfondito e interessante, che permette di scoprire tanti nuovi dettagli e informazioni circa le problematiche di umore che sono legate proprio a questa specifica età.

Il legame con i fenomeni depressivi

I ricercatori che lavorano presso la Washington University di Saint Louis, negli Usa, hanno fatto un gran lavoro, raccogliendo dei dati riguardanti 4191 bambini, di età compresa tra 9 e 11 anni. Hanno realizzato delle interviste ai genitori, cercando di ottenere varie info sulle loro attività sportive e andando a cercare la presenza di eventuali fenomeni depressivi in atto.

I risultati

Non solo, dal momento che i bambini sono stati sottoposti a delle scansioni cerebrali che hanno evidenziato diversi dati interessanti relativamente al loro ippocampo, una zona del cervello di estrema importanza non solamente per la memoria, dato che va ad incidere pure sull’umore.

Le attività sportive e il cervello

L’autrice principale del progetto, Lisa Gorham, ha sottolineato come, grazie a questa ricerca, è stato scoperto come il coinvolgimento nelle attività sportive, è legato ad un incremento del volume dell’ippocampo, garantendo anche un drastico abbassamento dei fenomeni di depressione nei soggetti più giovani.

Il legame con la preadolescenza

Per il momento, però, non si capisce se questo legame possa insorgere già nel corso della fase denominata preadolescenza. Ad ogni modo, stando all’indagine il fatto che lo sport possa contrastare i fenomeni depressivi è legato anche ad una più elevata interazione sociale dei bambini.

Commenti

commenti