Fare i compiti e trovare la concentrazione: consigli per i genitori

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    compiti a casa

    Individuare l’ambiente giusto per stimolare la concentrazione dei bambini che devono fare i compiti non è affatto semplice. Scopriamo queste regole molto importanti per tutti i genitori, dal momento che possono dare una mano ai bambini a focalizzarsi meglio su quello che è il loro obiettivo: in questo caso, studiare senza cedere alle distrazioni.

    Ci sono vari aspetti che vanno a incidere sulla capacità di concentrazione. Prima di tutto, il bambino deve essere decisamente riposato, mentre l’attività di studio deve essere spezzettata con una serie di piccole pause. Proviamo a fare nostri anche alcuni suggerimenti che derivano dall’insegnante tedesca Uta Stuecke, che sono contenuti nel suo libro denominato “Allenare la concentrazione”.

    Fondamentale evitare, quindi, che lo smartphone possa distrarre il bambino. I fattori ambientali, come detto, rivestono un’importanza notevole e, di conseguenza, c’è bisogno che i genitori vadano a controllare che la stanza in cui dovrà studiare il piccolo sia ottimamente ossigenata e priva anche di rumori particolarmente fastidiosi che possono intralciare l’attività di studio.

    Per poter studiare e impegnarsi al massimo, è molto importante che il bambino abbia dormito abbastanza. Sono, purtroppo, diversi i bambini che si mettono a studiare anche quando sono stanchi e affaticati. In questi casi, però, fanno ancora più fatica a trovare la concentrazione giusta per memorizzare quello che leggono.

    È importante anche prevedere delle pause durante lo studio. Ci sono varie ricerche scientifiche che hanno messo in evidenza come tutte quelle persone che affrontano lo studio facendo ad un ritmo ben preciso delle interruzioni. Le pause devono essere veramente brevi, comprese tra 2 e 5 minuti ogni 10 o 15 minuti di studio.

    Ci sono diverse correnti di pensiero da prendere in considerazione per quanto riguarda lo studio: meglio farlo alla mattina presto oppure nel tardo pomeriggio? In realtà sono soluzioni che vanno entrambe bene, ma la cosa da evitare e di farli subito dopo pranzo, semplicemente perché è il momento della giornata in cui si rende di meno.

    Infatti, immediatamente dopo pranzo, il corpo si deve occupare della digestione e, di conseguenza, c’è sempre un po’ di stanchezza diffusa correlata, che va a indubbiamente ad influenzare la capacità di concentrazione.

    Infine, l’atteggiamento dei più piccoli nei confronti dello studio va a condizionare notevolmente anche le relative capacità di concentrazione. Se un bambino non riesce proprio ad andare bene a scuola, ecco che le motivazioni fanno altro che inabissarsi. Sono quelle le situazioni in cui serve l’aiuto dei genitori, che dovranno aiutare i figli ad uscire dalla spirale negativa, soprattutto a livello psicologico e motivazionale.

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