Aiuto, mio figlio si droga!

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Figli e droga
Quando un figlio si droga

Una famiglia che scopre che il proprio figlio si droga, vive un vero e proprio dramma: si innescano inevitabilmente una serie di meccanismi mentali, che segnano il preludio di una lotta angosciante. La coppia genitoriale affonda nella paura e nella vergogna, che generano a loro volta una sorta di immobilismo che impedisce di chiedere aiuto. Lo sconforto, è spesso anche figlio di un pessimismo ingombrante oltre che di una disinformazione sulle dinamiche che hanno generato il problema. Il fenomeno della tossicodipendenza, è un problema serio che va affrontato con cautela, chiedendo aiuto.

Aiuto” è la parola chiave, che qui si intende in accezioni differenti. L’aiuto è quello di cui necessitano i genitori disinformati, che hanno bisogno di conoscere la realtà dei fatti, gli effetti reali delle diverse droghe, il percorso da affrontare per favorire la disintossicazione, le motivazioni che innescano questa mostruosa dipendenza. L’aiuto in questo senso dunque, significa acquisire una conoscenza, dalla quale si potrà partire per la risoluzione del problema. I genitori dunque, necessitano di aiuto.

L’accezione della parola “aiuto” cambia in relazione a ciò che si può fare per sostenere il proprio figlio tossicodipendente. Offrire il proprio aiuto al figlio, non significa assecondarlo nelle sue richieste in cambio della disintossicazione. Coloro che fanno uso di droghe, in età adolescenziale e non, subiscono una sorta di assuefazione e perdita del controllo di se stessi. Qualsiasi tipo di droga sviluppa dipendenza ed è da questa che il tossicodipendente parte, per attivare la dinamica del ricatto: si chiedono soldi, diversivi, viaggi, proprietà, tutto ciò che potrebbe costituire un “nuovo inizio”, un modo per ricominciare e liberarsi dalla dipendenza.

Il tossicodipendente non chiede aiuto in realtà, perché è abituato alla menzogna. La maggior parte di coloro che vivono questo dramma, spesso ricevono feedback positivi dai loro genitori mediante l’accettazione delle loro richieste che a lungo andare diventa inesauribile.
La prima cosa che i genitori dei tossicodipendenti devono sapere è che la droga cambia le persone, altera gli stati d’animo, determina la perdita del controllo, produce reazioni fisiche e comportamentali diverse anche pericolose per se stessi e per gli altri. La menzogna dunque, fa parte del fenomeno di alterazione.

La famiglia, può reagire in modi diversi, può mostrarsi iperprotettiva, accondiscendente, assente, spaventata e impantanata di fronte alla problematica. I genitori sono l’unica salvezza per un figlio con una problematica cosi incombente, per cui sarà necessario cercare di metabolizzare il problema e porsi delle domande. Bisogna azzerare ogni cosa, bisogna mettere da parte l’orgoglio, la paura, la vergogna e persino i sogni che si avevano, nella consapevolezza che il proprio figlio avrà bisogno del sostegno di tutta la famiglia; è importante inoltre sapere che il percorso sarà lungo e che richiederà tempo e denaro.

Partendo dall’inizio bisognerà riorganizzare la vita del proprio figlio, cercando di seguirlo nello studio e nel lavoro, cercando di tenerlo impegnato e riducendo ai minimi termini il suo denaro. Bisognerà rivolgersi a centri specializzati e iniziare contemporaneamente una terapia familiare. Bisognerà sapere che le ricadute saranno fisiologiche e frequenti e che spesso, l’astinenza porterà i genitori a vedere soffrire il proprio figlio. Bisognerà controllare le amicizie, entrando anche in contatto con i genitori di altri ragazzi appartenenti al gruppo per informare ed informarsi. La lotta alla droga è lunga e tortuosa, spesso più complessa di quanto ci si aspetti.

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